mercoledì 1 novembre 2017





Tra un mese esatto ritorna la Disfida!


Dal 1° al 24 dicembre 2017 e dopo più di tre anni ritorna la Disfida delle Fiabe. Come al solito è un gioco, non costa nulla e non si vince nulla, se non la soddisfazione morale di aver scritto la fiaba più bella e apprezzata.

Un insolito Calendario dell’Avvento scandito da fiabe su argomenti scelti da voi e a cui tutti possono partecipare.

Il meccanismo è sempre lo stesso.
Ogni giorno, a partire dal 1° dicembre 2017, la pagina FB ladisfidadellefiabe pubblicherà diversi post, ognuno dei quali può essere di ispirazione per una fiaba. Alcuni saranno proposti da me, altri dai lettori che possono richiedere gli argomenti più diversi. Nell’ultima edizione abbiamo scritto fiabe su fate dai guanti rossi, sulle gomme per cancellare e anche sulle pensiline degli autobus, con risultati divertenti per chi ha scritto le fiabe e per chi le ha lette. Le richieste specifiche, che spesso provengono da bambini, hanno la precedenza rispetto ai post “normali” e in caso di punteggio pari tra diversi post, in genere i partecipanti alla Disfida ne scelgono uno o usano la fantasia per combinare in una stessa fiaba gli elementi di post diversi.

Alle ore 21 di ogni giorno si procederà al conteggio  dei “Mi piace” aggiunti dal pubblico ai diversi post e quello che ne avrà il numero maggiore sarà l’argomento per la fiaba che verrà scritta appositamente dai partecipanti e postata su questo blog  e sulla pagina FB entro le 21 del giorno seguente. E così via fino al 24 dicembre.  

Garantisco almeno una fiaba inedita al giorno sugli argomenti scelti da voi fino alla Vigilia di Natale, ma tutti possono partecipare e tutti possono vincere, poiché il vincitore assoluto sarà l’Autore della fiaba (anche una sola) che avrà ottenuto il maggior numero di “Mi Piace” sulla pagina Facebook.

Come sempre, gli unici limiti sono il buonsenso e la fantasia.
Non son ammessi contenuti che possano risultare offensivi o lesivi.

Per motivi di spazio e per rendere più agevole la lettura, consiglio vivamente tutti gli Autori di mantenere le fiabe entro limiti di lunghezza ragionevoli (in genere sulle 30 righe) eventualmente dividendole in due parti.

Tutti possono contribuire a scegliere gli argomenti delle fiabe in due modi:
- mettendo “Mi piace” sul post preferito nella pagina FB
- proponendo direttamente un argomento o un’immagine.

Tutti possono partecipare alla Disfida scrivendo una fiaba sull’argomento del giorno, inviandola entro le ore 21 del giorno seguente alla pagina FB  che provvederà alla pubblicazione dopo aver verificato che non vi siano contenuti inadatti. Ogni partecipante avrà quindi solo 24 ore per scrivere la sua fiaba sull’argomento del giorno. Nelle Disfide bisogna buttarsi!


E per chi si sta chiedendo per quale motivo fare tutto questo, posso rispondere solo con quello che è vero per me:

- per allegria
- perché è divertente
- perché adoro le fiabe
- per sgranchire un po’ i “muscoli creativi” che secondo me vanno allenati
- perché scrivere fiabe, soprattutto con questi ritmi, è terapeutico
- per ritrovare lo spirito del Natale in qualcosa che non sia mero consumismo
- per divertire i bambini (di tutte le età)
- perché (un po’) vi voglio bene ed è bello giocare insieme

E voi? Accetterete la sfida?






Immagine dal Web

lunedì 23 gennaio 2017

La piccola fata




La piccola fata

Iniziò tutto un mattino di fine inverno, in quel mondo ovattato appena prima del risveglio. Nel silenzio della casa quel suono, un piccolo “etcì” soffocato, risuonò forte come un colpo di cannone. Faticando per emergere dai sogni, mi guardai intorno e rivolsi uno sguardo interrogativo alla gatta Bianca acciambellata ai piedi del letto.
“Devo averlo sognato” mi ripetevo, ma non riuscivo a convincere nemmeno me stessa. Qualcuno aveva starnutito nella casa silenziosa. Saltai giù dal letto e, rinunciando alla tentazione di preparare per prima cosa un bel caffè, mi misi a cercare ovunque. Naturalmente fu Bianca a farmi capire che c’era qualcosa tra i vasi di piante, puntando in quella direzione e agitando nervosa la coda.
Mi abbassai per vedere meglio, ma c’erano solo la terra umida e gli steli della Spathiphyllum e  della Zantedeschia.
Poi, proprio mentre guardavo quel nulla, un altro piccolo “etcì” mi fece distinguere una figurina trasparente, che si faceva piccola piccola dietro le foglie della Calathea. Era tutta verde, alta più o meno dodici centimetri e con ali piuttosto grandi che vibravano rapidamente. Era difficile da distinguere, perché incerta come un’immagine sul punto di svanire.
«Non temere. Non ti farò del male» cercai di rassicurarla, parlando pianissimo per  paura di fare qualcosa di sbagliato. La piccola figura si portò esitante sul bordo del vaso.
«Hai preso freddo, poverina» dissi vedendo come rabbrividiva stringendo le piccole braccia al corpo. Lei annuì. Le proposi un poco di latte caldo con miele e annuì di nuovo, volando rapidamente vicino ai fornelli. Preparai in silenzio un caffè per me e misi a scaldare un po’ di latte.
Spezzava il cuore, vederla seduta a gambe incrociate sulla cucina a protendere le manine verso la fiamma in cerca di un po’ di calore. Così le offrii una presina imbottita come cuscino, versai il latte nel tappo di una bottiglia di plastica, aggiunsi una goccia di miele e glielo porsi, raccomandandole di stare attenta a non scottarsi.
Il mio premio fu sentire per la prima volta la sua voce, mentre mi ringraziava. Era una voce da ruscello, trillante eppure distinguibile.
Preparai la colazione per Bianca e infine io e la piccola fata ci dividemmo un biscotto, osservandoci a vicenda con aperta curiosità. Adesso la sua immagine era di un bel verde intenso, con striature più scure.  Aveva lineamenti delicatissimi, con membra esili e affusolate. Teneva le ali riunite dietro la schiena, come una farfalla, e quelle erano la cosa più sorprendente di tutte, ornate di venature di mille sfumature di verde come le foglie degli alberi.  
Parlammo per un po’, scambiandoci i rispettivi nomi e raccontandoci nel nostro amore per le piante, la cosa che più ci univa. Poi la piccola fata si alzò, mi ringraziò ancora per l’ospitalità e disse che doveva andare. Aprii a malincuore la finestra e la guardai volare rapidamente sulle foglie dell’albero davanti alla casa, dove mi fece ancora un piccolo saluto prima di svanire chissà dove.
Ma fu al mattino dopo che mi resi conto di non aver sognato. Al risveglio tesi l’orecchio, sentendo solo il silenzio che avvolgeva la casa. Ma quando mi alzai dal letto non riuscivo a credere ai miei occhi. All’improvviso tutte le piante che tenevo in casa e sul balcone erano fiorite. I ciclamini splendevano di fiori accanto alle primule colorate, alle viole, alle rose e ai gerani. In casa, tutte le orchidee avevano aperto corolle di mille colori. Le piante verdi avevano gettato nuovi germogli. Ero stupefatta e felice, per quella fioritura improvvisa che aveva trasformato la mia casa e il mio balcone in un giardino impossibile, con tutte le piante fiorite nello stesso tempo.
Sapevo chi dovevo ringraziare, ma non come farlo.
Da allora, una piccola lanterna accesa orna il mio balcone nelle sere più fredde e accanto c’è sempre una minuscola tazza di porcellana per bambole, piena di latte caldo e miele. A volte la ritrovo intatta al mattino, ma altre volte è svuotata e i pezzetti di biscotto sul piattino sono spariti. Saprei comunque di avere ricevuto visite, perché i miei fiori e le mie piante in quei giorni sono più belli e più colorati, anche se hanno ripreso a fiorire solo quando è giunto il loro tempo.

Non ho mai più rivisto la piccola fata, ma sapere che c’è riempie ogni mio giorno di felice mistero e di stupore per le piccole cose che troppo, troppo spesso dimentichiamo di vedere. 


L'immagine è mia. Chi è arrivato a leggere fin qui può guardare bene il centro della foto... C'è un contorno d'ali... Forse?